ARTISTI

Irma Hölzl

Scheda dell’artista

Bronzo e bianco, lucido e opaco, liscio e scabro, linee pure e pur sinuose, forme eleganti, altere, preziose. Queste potrebbero essere alcune delle parole chiave di una possibile lettura delle opere di Irma Hölzl. Ma le sue sculture sono molto di più, raccontano e rappresentano molto altro. Scaturite da un intenso lavoro creativo, intellettuale prima e fisico poi, esse racchiudono la passione del creare, la necessità irrinunciabile di dar vita ad una determinata entità, raffigurazione, allusione, sia essa naturalistica o solo antropomorfa, zoomorfa o completamente astratta. L’intuizione sopraggiunge insistente, fa breccia nei pensieri e va studiata, approfondita, modificata. È poi il tempo della messa in opera con i “partner” – più o meno duttili – di sempre: ferro, rete, corde, gesso, cera. E qui, come in una fucina affollata, affiorano nuove idee e si escogitano nuove soluzioni. Ed è ancora ricerca. Infine, la scultura assume la sua fisionomia definitiva e come tale viene affidata al fonditore e alla sua maestria. L’attesa, coi suoi timori e la sua carica di suspense per il risultato finale, è l’ultimo atto della lunga vicenda creativa.

Le variegate sculture di Irma Hölzl rappresentano un cammino di crescita artistica e di trasformazione, sottolineano lo sviluppo di un linguaggio capace di rinnovarsi in termini di freschezza e di adattabilità al nuovo, all’oggi. Intrecciano un dialogo con il fruitore ma – per nulla invasive – non hanno volontà di imporre un pensiero o di sbandierare uno slogan.

La ricerca di equilibrio e raffinatezza guida da sempre le scelte stilistiche della scultrice, mentre la sua poetica artistica anela al raggiungimento di un afflato rasserenante, capace di restituire bellezza e armonia all’osservatore.

Nostalgie, ricordi, sogni, narrazioni, ma anche riflessioni, possono sprigionarsi da ogni singola scultura ed adattarsi all’universo personale di ognuno di noi e permearlo. È però forse il sentimento delle concordanze, della totale assenza di elementi dissonanti o cacofonici a colpire. Nelle opere di Irma Hölzl tutto è tregua, tregua dai frastuoni assordanti: si tratta piuttosto di un sommesso fluire di sentimenti e sensazioni.

Aprendo la porta del suo atelier è un universo ordinato, quasi rarefatto a schiudersi agli occhi del visitatore. Le grandi sculture, pur perfettamente consistenti e plastiche, risultano leggere e preziose come gioielli. Fusioni di bronzo, che hanno perso ruvidezza e pesantezza grazie anche all’uso di coloriture tenui e ad una sorta di “biaccatura” in colore acrilico opaco, sembrano colte nel momento preciso del movimento. Le vesti di molte delle figure umane o antropomorfe sono appena accennate, indistinte e senza tempo. Leggermente increspate, alludono al movimento dell’incedere o al vento che si impiglia nelle stoffe. I capelli, divenuti preda dei refoli, si agitano con naturalezza. I volti, di solito non caratterizzati, sono inaspettatamente espressivi e incredibilmente unici. I copricapi che si dipanano indirizzando variamente il lembo del tessuto raccontano il movimento o la velocità. Le figure generalmente solitarie raggiungono una speciale forza quando sono in coppia, a tre o in veri e propri raggruppamenti: sia naturalistici che stilizzati, essi risultano suggestivi soprattutto per la particolare maestria nell’emulare gli atteggiamenti spontanei ora della folla che ad esempio osserva qualcosa verso il cielo, ora dei bambini intenti a giocare e dei quali è facile intuire a quale gioco alludano.

Gioia, voglia di vivere e libertà sono spesso i sentimenti che paiono scaturire da molte delle sculture dell’artista. È il caso, ad esempio, di due opere di grandi dimensioni quali Ballerina e Figura danzante con nastro. Raffinatamente femminile, leggera, capace di librarsi nell’aria, la Ballerina acquisisce un ulteriore significato simbolico e al tempo stesso una reminiscenza mitologica – quella delle Ore greche poste a tutela dell’alternanza delle stagioni e del ciclo della vegetazione – grazie alla presenza dei ramoscelli d’ulivo che decorano il tutù. Giustapposti seguendo l’asse creato dalle braccia levate verso l’alto, i ramoscelli contribuiscono a donare movimento alla scultura. Nella Figura danzante con nastro il corpo sembra sublimarsi nell’abito e l’abito, a sua volta, si fa nastriforme a creare un pendant con il nastro dorato che si dipana e si avviluppa proprio sopra la testa della figura tenuto dalle braccia tese verso l’alto e trattenuto dalle dita.
L’emergere – forse anche inconscio – di rimembranze d’infanzia e di giovinezza, di tutto un bagaglio educativo, culturale e tradizionale, dona alle opere di questa artista un particolare fascino, una doppia valenza di presente e passato, di radicamento e capacità di andare oltre, guardando al futuro, con un atteggiamento lieve ancora tutto giovanile.

Di antiche leggende ascoltate da piccola parlano, infatti, le due statue dedica te a Margareta Maultasch, l’affascinate contessa del Tirolo realmente esistita, protagonista di una serie di vicissitudini restituite ai posteri da tutto un fiorire di leggende e romanzi. Qui la figura è colta seduta, la chioma acconciata allo stile del tardo Medioevo fa da tratto identificativo del soggetto storico ma senza bloccare in alcun modo la fantasia della realizzazione e della sua fruizione. Appartenente ad un mondo fiabesco è anche la figura Uccello che pare prende- re forma e vita da un ramo d’albero spezzato. Qui il bronzo ha una lavorazione del tutto atipica e ci si rende conto che non si tratta di legno solo avvicinandosi e toccandolo. Fusioni notevoli, esteticamente ricercate, preziose nei materiali, affascinanti per i soggetti, foriere di una cultura e di un immaginario complesso come la terra da cui l’artista proviene: queste sono le opere di Irma Hölzl.

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