Afro Basaldella (Udine, 1912 – Zurigo, 1976), noto semplicemente come Afro, è considerato uno dei maggiori protagonisti della pittura italiana del secondo dopoguerra e una figura di riferimento dell'Informale europeo. Nato in una famiglia di artisti – fratello degli scultori Dino e Mirko Basaldella – si forma tra Venezia e Firenze, diplomandosi in pittura nel 1931. Sin dagli esordi frequenta gli ambienti della Scuola Romana, entrando in contatto con artisti come Corrado Cagli, Mario Mafai e Scipione, esperienze che influenzano profondamente la sua ricerca iniziale. Negli anni Trenta partecipa alle principali rassegne italiane, tra cui la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia, sviluppando un linguaggio che evolve dalla figurazione verso il neocubismo. Il decisivo soggiorno negli Stati Uniti, iniziato nel 1950 grazie alla collaborazione con la Catherine Viviano Gallery di New York, rappresenta una svolta nella sua carriera, favorendo il confronto con l'Espressionismo Astratto americano e consolidando la sua fama internazionale. Nel 1952 entra a far parte del celebre Gruppo degli Otto, promosso dal critico Lionello Venturi, e negli anni successivi ottiene importanti riconoscimenti, tra cui il Premio per la Pittura alla Biennale di Venezia del 1956. Espone a Documenta di Kassel, realizza nel 1958 il grande murale Il Giardino della Speranza per il Palazzo UNESCO di Parigi e le sue opere entrano nelle collezioni dei principali musei internazionali. Muore a Zurigo nel 1976, lasciando un'eredità fondamentale nella storia dell'arte del Novecento.




