Senza titolo
Autore: Ugo Attardi
Tecnica: retouchè su tela con interventi ad acrilico
Misure: 48x69.5
Anno: 2005
L’opera è dotata di cornice e corredata di certificato di autenticità emesso dall’Archivio Storico Ugo Attardi.
1.700,00 €
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L'opera
Il paesaggio urbano occupa un ruolo centrale nella ricerca di Ugo Attardi, che a partire dagli anni Cinquanta individua in Roma e nel Tevere un soggetto privilegiato per una pittura intensamente emotiva. In questa veduta il dato reale viene progressivamente trasfigurato: il ponte, le architetture e il corso del fiume emergono da una materia pittorica vibrante, mentre la luce calda del tramonto avvolge la scena e ne dissolve i contorni.
L’opera restituisce così una Roma lontana dalla semplice dimensione descrittiva o monumentale: è una città percepita attraverso la memoria e l’emozione, dove il paesaggio diventa uno spazio interiore. Il riflesso del cielo sull’acqua, la pennellata libera e la gamma di aranci, ocra e rosa conferiscono alla composizione una qualità sospesa e malinconica, espressione di quella poetica urbana che caratterizza una fase fondamentale della ricerca di Attardi. In questa pittura la realtà non viene riprodotta, ma interpretata e trasformata, secondo una sensibilità che unisce figurazione, espressionismo e tensione visionaria.
L'artista
Ugo Attardi
Ugo Attardi (Sori, 1923 – Roma, 2006) è stato pittore, scultore, incisore e scrittore, protagonista di una ricerca artistica tra le più originali del panorama italiano del secondo Novecento. Nato in Liguria da genitori siciliani, si trasferisce giovanissimo a Palermo, dove intraprende gli studi artistici e sviluppa un rapporto profondo con la cultura e l’immaginario della Sicilia. Nel 1945 raggiunge Roma, entrando in contatto con l’ambiente artistico e intellettuale della capitale e con figure come Renato Guttuso e Pietro Consagra. Nel 1947 è tra i fondatori di Forma 1, movimento destinato a segnare la storia dell’astrattismo italiano del dopoguerra, insieme, tra gli altri, a Carla Accardi, Piero Dorazio, Achille Perilli e Giulio Turcato. A partire dai primi anni Cinquanta, Attardi orienta progressivamente la propria ricerca verso una figurazione intensamente espressiva, maturando un linguaggio autonomo, inquieto e profondamente legato alla condizione umana. La pittura si affianca all'incisione, alla scrittura e, dalla fine degli anni Sessanta, alla scultura, ambito nel quale sviluppa una personale interpretazione della figura e del mito. La sua attività espositiva si estende dalle principali istituzioni italiane alla scena internazionale, con presenze alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma e mostre in città quali Parigi, New York, Washington e Buenos Aires. Nel corso della sua carriera riceve importanti riconoscimenti istituzionali, tra cui la Medaglia d’oro per l’alto valore artistico e, nel 2006, il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.







