L'opera
Giuseppe Amadio si concentra inizialmente su una poetica materico-gestuale, dove la materia e il gesto pittorico sono protagonisti, per poi spostarsi negli ultimi anni a un linguaggio di matrice concettuale attraverso la produzione di tele estroflesse monocrome. Le sue opere sfidano la bidimensionalità della pittura tradizionale: la tela non è più piatta ma diventa superficie dinamica che si stacca, si muove e crea giochi di luce e ombra. Questo approccio lo inserisce idealmente in continuità con storici sperimentatori dello spazio nel Novecento come Lucio Fontana, Enrico Castellani e Agostino Bonalumi, pur mantenendo una ricerca autonoma personale. Tra i linguaggi visivi della contemporaneità quello di Giuseppe Amadio è tra i più affascinanti, essendo stato capace di organizzare inedite soluzioni dimensionali, compositive, cromatiche e spaziali.
La sua arte unisce sentimento e ragione, emozione e razionalità, lavorando su elementi formali come linee, curve, angoli e la tensione tra piani e vuoti. La pittura diventa luogo di dialogo tra spazio, tempo, energia e percezione visiva, in cui il colore e la forma concorrono alla costruzione di un linguaggio visivo rigoroso ma poetico.
Informazioni aggiuntive
Tecnica: idropittura su tela estroflessa
Base: 120 cm
Altezza: 120 cm
L'artista
Giuseppe Amadio nasce nel 1944 a Todi, dove attualmente vive e lavora. Ha una formazione tecnico-artistica: ha frequentato corsi liberi di design e grafica pubblicitaria, occupandosi di cartellonistica su scala industriale. L’artista alterna l’attività di pittore a quella di designer nel settore dell’arredo di interni. Per oltre un ventennio ha collaborato assiduamente come tecnico di studio con l’artista Piero Dorazio, esperienza che ha influenzato profondamente il suo percorso artistico. Fin dagli anni Ottanta espone in numerose mostre in Italia e all’estero, in città come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Perugia, Berlino e molte altre. Nel 2011 ha vinto il Premio delle Arti e il Premio della Cultura come Artista dell’Anno al Circolo della Stampa di Milano, candidato dal Prof. Carlo Franza e presidente della Giuria del suddetto premio. Del suo lavoro si è interessata la critica più qualificata, tra cui Piero Dorazio e l’illustre storico Carlo Franza.



