L'opera
Conclusa la stagione di ricerca figurativa, Paola Romano attraversa un periodo strettamente aniconico per approdare, intorno al 2000, a una pittura di matrice informale dominata dall’utilizzo della materia, che si lascia maneggiare fino a fondersi, offrendo sensazioni tattili quasi tridimensionali. Il supporto dell’opera è il campo in cui si consuma l’incontro-scontro tra la materia, il bianco e il nero, il rosso e l’oro, colori prevalentemente utilizzati nei suoi lavori. Nelle sue opere ogni elemento nasce da una sorta di processo di sedimentazione del pigmento e degli altri materiali utilizzati.
Paola Romano espone in numerose collettive con un grande consenso; tra le esposizioni ricordiamo il Museo degli Strumenti Musicali di Roma, la partecipazione alla 53esima Biennale d’Arte di Venezia, e la personale Equilibri astrali presso Complesso Monumentale Sant’Andrea al Quirinale di Roma nel 2012.
Informazioni aggiuntive
Diametro: 80 cm
Archivio: 2019074
L'artista
Paola Romano è nata a Monterotondo il 17 settembre del 1951 ed è stata una pittrice e scultrice contemporanea italiana. Si è formata nell’ambiente artistico di Roma, città nella quale ha vissuto e operato fino al 2011. Nel 2012 si trasferisce nella sua città natale aprendo un nuovo atelier-showroom incastonato nel borgo antico della stessa. Dopo una libera formazione al RUFA (Rome University of Fine Arts) e a continui processi di studio e ricerca, Romano inizia un percorso più attivo nella produzione di opere d’arte d’ispirazione concettuale, integrando arte gestuale, arte materica e arte povera. Le opere di Paola Romano si trovano, sin dagli esordi produttivi, in collezioni d’arte di prestigio, sia pubbliche che private. Tra le sue creazioni più celebri spicca la serie “Lune”, un ciclo pittoscultoreo che le varrà l’appellativo de “l’artista delle Lune“. Tra le altre serie che hanno accompagnato la produzione di Paola Romano ricordiamo la fortunata Planimetrie, le Plastiche, Zoom, la suggestiva serie Affreschi, Gea, Monocromi oltre le opere di design, le sculture in bronzo e le sue opere d’arte da indossare come le note Lune gioiello.
Da sempre appassionata d’arte, Paola Romano ha iniziato a produrre le prime opere integrando materiale povero, come ritagli di riviste e giornali e altri materiali di uso comune con elementi pittorici. Dopo una serie di collettive e una prima personale nel 2000, è nel 2005, con l’esposizione alla galleria dei Leoni in via Margutta a Roma che l’artista segnerà il suo esordio nel panorama artistico nazionale. In quell’occasione l’arte di Paola Romano viene notata da molti personaggi noti, tra cui il regista italiano Pupi Avati che le commissionerà tre opere per il film La Cena per farli conoscere.
L’arte di Paola Romano si sposa perfettamente con cinema e spettacolo grazie all’integrazione tra ricerca concettuale ed estetica. Così nel 2012 una sua Luna venne utilizzata nella scenografia della pièce teatrale Penso che un sogno così… di Gianni Nazzaro. Il 13 settembre dello stesso anno una sua Luna illuminerà il cielo sopra via Margutta in occasione del Vogue Fashion Night Out (VFNO). Nel 2014 una sua opera d’arte della serie Monocromi è nuovamente nelle sale cinematografiche in una scena del film Sotto una buona stella di Carlo Verdone.
Molte opere di Paola Romano si trovano in esposizioni permanenti presso la Fondazione Magna Carta a Roma, le Sale Urbaniane in Città del Vaticano, presso la biblioteca comunale Paolo Angelani di Monterotondo (Roma) e, sempre nella sua città natale, presso il Teatro Ramarini e la Torre Civica. Tra i riconoscimenti conseguiti figurano nel 2007 il Premio Internazionale Arcaista, Approdi d’Autore e il Premio Roma del 2009.
Tra le prime pubblicazioni si segnalano il catalogo monografico Esperienze Estetiche (2006) presentato in occasione dell’omonima mostra personale presso il Museo degli Strumenti Musicali di Roma a cura dal Prof. Vittorio Sgarbi, al quale sono seguiti Dal Cosmo al Caos (2007) associato alla personale presso le Sale Urbaniane di Città del Vaticano, Quarta Fase Emozioni Plastiche (2008) con la due mostre, una a Roma e l’altra a Castel dell’Ovo a Napoli curate dal Prof. Elio Rumma.
Nel 2011 l’importanza a livello internazionale dell’artista è sugellata dall’invito alla 54. Biennale d’Arte di Venezia curata dal Prof. Vittorio Sgarbi. In questa occasione l’artista esporrà, presso il Padiglione Italia all’Arsenale, un’importante e molto apprezzata installazione tridimensionale in plexiglass e materia di oltre due metri d’altezza associata a un tondo che richiama la Terra. L’opera è pubblicata nel catalogo ufficiale della 54a Biennale dal titolo L’arte non è cosa nostra.
Tra le partecipazioni internazionali si annoverano l’esposizione a Hong Kong (2007) presso il Cultural Center teatro dell’opera, l’esposizione a Los Angeles presso The loft at Liz’s Gallery (2018), la personale Pathos di New York (2018) e l’Expo internazionale di Pechino (2017).
Nel 2013 le opere di Paola Romano inaugurano l’apertura della filiale romana della Philobiblon Gallery con sedi già a Londra e New York alla quale è associato il catalogo Io, Paola Romano. A marzo del 2014 espone nella prestigiosa bipersonale Similitudine & Contrasto nel complesso monumentale del Vittoriano in Roma durante la quale viene esposta l’imponente Luna Galileo di 3,5 metri di diametro, accanto alla sua luna gli scritti originali di Galileo Galilei sulla fasi Lunari.
A cavallo tra il 2014 e il 2015 Paola Romano decide di rendere omaggio ai grandi maestri dell’arte povera realizzando una produzione limitata di lune liberamente ispirate alle opere di artisti come Emilio Isgrò, Janni Kounellis, Pier Paolo Calzolari, Michelangelo Pistoletto e Giuseppe Uncini.
Paola Romano predilige la materia nella creazione delle proprie opere, quasi a voler esercitare il proprio “potere creativo” attraverso la manipolazione plastica degli oggetti per dare vita a nuove forme, a concetti dei quali la sola rappresentazione verbale non sarebbe sufficiente a identificarli. L’arte di Paola Romano è palesemente dinamica e gestuale. Lo studio sulla tecnica, la ricerca e la sperimentazione si integrano, in Paola Romano, con lo sviluppo dinamico, evolutivo, della sua identità personale.
Paola Romano muore il 15 settembre 2021.
Dal 2023 è stato reso pubblico il catalogo generale ragionato online gestito dall’archivio ufficiale arteromano.net.



