L'opera
Davide Frisoni indaga i luoghi meno appariscenti del vivere quotidiano che, nonostante la loro apparente marginalità, risultano essere i più frequentati e significativi per le persone, come strade, hall dei grandi edifici pubblici, aeroporti, stazioni e molti altri spazi di passaggio. La sua è una pittura della rivelazione, in cui l’artista svela scorci e frammenti di vita spesso dimenticati o vissuti con indifferenza, restituendo loro un senso vitale che sembra essersi smarrito.
I paesaggi urbani raffigurati da Frisoni presentano scene di quotidianità fissate sulla tela, popolati soprattutto da figure in transito, colte nei luoghi di passaggio e dell’attesa. Attraverso la pittura, lo spazio del consueto si trasforma, diventando straordinario e inaspettato.
La luce e i riflessi assumono un ruolo centrale nella sua ricerca: attraverso il filtro ottico della pittura, l’artista riflette sul riflesso stesso, trasformandolo in elemento narrativo e poetico dell’opera.
Informazioni aggiuntive
Tecnica: olio su tela
Edizione: pezzo unico
Base: 60 cm
Altezza: 40 cm
L'artista
Dal 2003 inizia il riconoscimento internazionale. Le sue opere vengono esposte a San Diego, New York, Istanbul, Mosca e Miami. Viene riconosciuto come uno dei migliori rappresentanti della Nuova Figurazione Italiana.
Nel 2009, il critico Alberto Agazzani lo seleziona per la Biennale Sismondi di Rimini, dando inizio a una collaborazione che lo vedrà protagonista in diverse mostre di rilievo. La sua partecipazione ad Art Basel Miami nel 2010 e alla Biennale di Venezia nel 2011, su invito di Vittorio Sgarbi, testimoniano la sua crescente notorietà.



