Aretè

Autore: Elena Rede

Tecnica: Bronzo multipatina in ossidazione su base di ferro

Misure: H47.5 L18 P16

Anno: 2023

L’opera è corredata di regolare certificato di autenticità emesso da 6499 Milano.

Categoria:

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L'opera

La poetica di Elena Rede si sviluppa attorno al concetto di trasformazione della materia in esperienza spirituale ed emotiva. Le sue sculture — cavalli, busti monumentali, figure umane e simboliche — evocano un immaginario sospeso tra classicità e contemporaneità, dove la forma non viene mai descritta in modo definitivo ma suggerita attraverso frammenti, superfici corrose e tensioni plastiche. Il cavallo, soggetto ricorrente della sua ricerca, diventa simbolo di energia vitale, libertà e memoria archetipica, mentre i busti e le figure umane assumono una dimensione quasi sacrale e senza tempo. Attraverso bronzo, resine, ossidazioni e materiali materici, l’artista costruisce opere che indagano la fragilità dell’esistenza e la ricerca dell’essenza interiore, creando un dialogo continuo tra bellezza classica, spiritualità e sensibilità contemporanea.

L'artista

ELENA REDE - foto profilo

Elena Rede

Elena Rede - all’anagrafe Elena Re Depaolini - artista eclettica e raffinata, già presente alla Biennale di Venezia e in molte altre manifestazioni apicali (da ricordare la recente mostra “Da Giorgio de Chirico a Elena Rede”), è figura nota nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, tanto da essere inserita fra i massimi scultori italiani nell’annuario più autorevole del settore: il Catalogo dell’Arte Moderna (Editoriale Giorgio Mondadori). Fin da piccola ama dipingere e scolpire cavalli, usando la segatura del laboratorio di suo nonno. Dopo la Maturità magistrale, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e lavora a fianco di grandi maestri. Nella scultura approfondisce gli studi lavorando direttamente in vari laboratori artistici, ma è l’incontro con Igor Mitoraj che la spinge a seguire la sua vera vocazione: l’amore per una figurazione dai richiami archetipi. Attiva anche nell’ambito dell’arte orafa, con eccellenze riconosciute dalle maggiori firme del settore, scrive, dipinge e scolpisce nei propri atelier di Milano e Alassio. Alcune delle sue opere sono collocate in alcune fra le più importanti raccolte private e pubbliche, italiane ed estere. Fra le mostre più importanti si ricordano quella a Villa Doria Pamphilj a Roma, ad Art Basel a Miami, al Padiglione Italia dell’Expo di Milano, alla Biennale di Venezia, alla Fondazione Lucia Matalon a Milano e molto altro ancora. Del suo lavoro si sono interessati Giovanni Faccenda, Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Dario Fo.

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