Zoran Mušič nasce nel 1909 a Bukovica, allora parte dell’Impero Austro-Ungarico, in un territorio oggi appartenente alla Slovenia. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Zagabria, sviluppa una ricerca artistica profondamente influenzata dai paesaggi dell’Europa centrale e mediterranea, in particolare di Venezia, città con cui instaurerà un legame fondamentale per tutta la vita. Durante la Seconda guerra mondiale viene deportato nel campo di concentramento di Dachau, esperienza drammatica che segnerà in modo indelebile la sua produzione artistica e la sua visione esistenziale. Nel dopoguerra si divide tra Venezia e Parigi, entrando in contatto con i principali ambienti artistici internazionali e affermandosi come una delle figure più autorevoli della pittura europea del Novecento. Fu notevolmente influenzato dai mosaici e dalle icone bizantine a Venezia. Espone nei più importanti musei e istituzioni internazionali, partecipando più volte alla Biennale di Venezia e ottenendo ampi riconoscimenti da critica e collezionismo. Le sue opere sono oggi presenti nelle maggiori collezioni pubbliche e private del mondo e rappresentano una testimonianza fondamentale dell’arte europea contemporanea. Mušič è conosciuto anche con il soprannome de "il pittore dei cavallini", per via di un suo ricorrente soggetto: i cavalli. Muore a Venezia il 25 maggio 2005.





