EBE – VISTA 101187 (PAGAN POETRY)
Autore: Giorgio Tentolini
Tecnica: Stampa su lastre di vetro sovrapposte
Misure: 35X35
Anno: 2022
L’opera è dotata di cornice e corredata di regolare certificato di autenticità emesso da 6499 Milano.
1.800,00 €
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L'opera
La ricerca di Giorgio Tentolini si fonda su una riflessione profonda attorno alla fragilità dell’immagine e alla natura transitoria della memoria. Attraverso un processo di sottrazione, incisione e sovrapposizione di materiali leggeri e semitrasparenti, l’artista trasforma l’immagine in un’apparizione rarefatta, mutevole, che si definisce pienamente solo nello spazio percettivo dello spettatore. Volti, dettagli anatomici, sculture classiche e architetture emergono come tracce sospese tra visibile e invisibile, evocando una dimensione intima e meditativa. La luce assume un ruolo centrale nel costruire immagini dinamiche e stratificate, capaci di oscillare tra materialità e dissoluzione, mentre il dialogo tra memoria individuale e immaginario collettivo restituisce alle opere una tensione poetica silenziosa e profondamente contemporanea.
In questa opera dedicata a Ebe, Giorgio Tentolini porta la propria ricerca sulla memoria dell’immagine all’interno di una dimensione particolarmente delicata e immateriale. La figura della giovane dea della mitologia greca, tradizionalmente associata alla giovinezza e alla vitalità, viene reinterpretata attraverso una tiratura realizzata su lastre di vetro sovrapposte, trasformando la rappresentazione in un’immagine che sembra esistere tra presenza e dissolvenza.
La sovrapposizione delle lastre introduce una vera e propria profondità dell’immagine: i diversi livelli si separano e si ricompongono nello spazio, generando leggere variazioni percettive a seconda della luce e del punto di osservazione. La figura di Ebe appare così come una presenza frammentaria e sospesa, quasi una memoria che prende forma per poi nuovamente sfuggire allo sguardo.
Il vetro diventa parte essenziale del linguaggio di Tentolini, perché la sua trasparenza e fragilità permettono di trasformare l’immagine in qualcosa di mutevole. La classicità non viene presentata come una forma definitiva, ma come una traccia proveniente dal passato, sottoposta a un processo di scomposizione, stratificazione e ricostruzione. Il riferimento alla figura mitologica dialoga quindi con la ricerca dell’artista sul rapporto tra memoria individuale e immaginario collettivo, riportando nel presente un’immagine appartenente alla storia dell’arte.
In Ebe, la leggerezza del vetro e la stratificazione delle immagini creano un equilibrio tra materia e trasparenza, permanenza e dissoluzione, trasformando la figura classica in un’apparizione contemporanea. L’opera invita così lo spettatore a osservare l’immagine non come una rappresentazione immobile, ma come una presenza che cambia nel rapporto con la luce, lo spazio e lo sguardo.
L'artista
Giorgio Tentolini
Giorgio Tentolini nasce a Casalmaggiore (Cremona) nel 1978, dove vive e lavora. Ogni sua opera emerge da una precisa indagine sul tempo come memoria e identità, attraverso uno studio attento e una lenta ricostruzione che coinvolge la luce e l’incisione di strati di materiali diversi, come tessuti, carte e PVC. Attualmente, privilegia il tulle e la rete metallica come media principali della sua ricerca, per la levità meditativa che questi materiali conferiscono all’immagine, offrendo una metafora di luoghi, ricordi, sogni e visioni. Il suo lavoro, un incrocio tra pittura e scultura, ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali fin dagli inizi degli anni 2000. Le sue opere sono state esposte in prestigiose sedi in Europa, tra cui Roma, Parigi, Amsterdam, Berlino, Londra e Ginevra, oltre che negli Stati Uniti e a Taiwan, includendo spazi pubblici di grande rilevanza come l’Istituto della Cultura Italiana di Atene, il Museo Etrusco di Roma, il Palazzo Reale di Milano, il Teatro Regio di Parma, il MAR - Museo d’Arte della Città di Ravenna, il MUSA - Museo di Salò, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e il Consiglio della Regione Lombardia nel grattacielo Pirelli a Milano. Con grande entusiasmo, prende parte alla sessantesima edizione della Biennale di Venezia, ospitato nel padiglione del Camerun presso le prestigiose sale di Palazzo Donà Dalle Rose. Il suo progetto esplora le radici del genere umano, offrendo uno sguardo profondo e riflessivo sulla storia e l’identità umane.







