KLESSIDRA | A CURA DI FRANCESCO GALLO MAZZEO

Klessidra | Richard Serra. Ciclopico. Poetico.

Pensare grande è una forma del pensare che richiede una visione del mondo, audace, esplorativa, nomade, capace di superarle, le linee dell’orizzonte naturale e prescriverne altre. Altre che sono forma del labirinto, dell’avvolgimento, in una veste che ricorda l’ermo colle di Leopardi, in una spettacolarità severa, che non lascia nulla alla fantasia dell’altro, perché la comprende. Stiamo parlando di Richard Serra, uno dei titani del nostro tempo (1938 – 2024)

Klessidra. Icona/Idola. Antico/Moderno

Lo spunto corposo mi viene da Bruno Ceccobelli. Il titolo del suo intervento (gennaio 2024 su Arts Life). “Quando l’arte diventa idolatria”. Un frammento metodologico che non esito a definire essenziale, nella sua spiritualità e nella sua antropologia, perché ridefinisce molti criteri divenuti automatici, nella storia e nella storiografia della nostra modernità avanzata. E con essa, intendo tutta la vicenda umana che, nella misura in cui desta interessamento e innamoramento, diventa nostra “prossima”, contemporaneità e non definizione di una modernità più vicina a noi,

Klessidra | One. Listone. Architettura. Design.

Lo spazio urbano, così come si va determinando sempre più, disordinato, nel proliferare, a tutta macchia, senza accenni di confini, del paesaggio antropizzato e di quello naturale, con città debordanti in megalopoli e in panopoli, nel clima frenetico della consumazione, bulimica, di uso, abuso, degrado, sta diventando una immagine multifocale, dove tutto, il tutto stabilisce un rapporto col niente e ciò che non diventa casa (sempre più) ma anche nel senso complessivo di edificio civile e umano, ufficio, scuola, ospedale, cioè di tutto quello che si frappone tra la vita e la morte, per ora degli individui e un giorno

Klessidra | Forme dell’oggi. Ludiche. Idolatriche. Simboliche

Si dice che ciascuno di noi, uno per uno, ripercorra durante la propria vita, tutto il percorso cognitivo fatto dall’umanità, nel suo tragitto che l’ha condotta ai nostri giorni, ad oggi. Debuttando con il mondo delle sensazioni e finendo con le dinamiche motorie di risposta
agli stimoli sensoriali, passando attraverso le percezioni, le appercezioni e poi le tempistiche individuali, poetiche e logiche, che decidono per la contemplazione e il monologo interiore, oppure per una condotta del fare, alla fantasia, alla logica. Una molteplice cronologia interiore ed esteriore che induce al reale, al fantastico, conducendo alla forma ragionata, inventata, in perenne trasformazione.